Ci vuole un cinema bestiale

Agli animali piace il cinema? Sicuramente al cinema piacciono gli animali, vista la quantità di bestie e bestioline che affollano il grande schermo, così tanto che è possibile rintracciare alcuni generi dove la presenza animale è indispensabile. Per esempio l’eco-vendetta il cui esponente più noto è il classico dei classici Gli uccelli (Alfred Hitchcock, 1963) ma è opportuno citare anche i topi assassini di Rats (Bruno Mattei, 1984), i ragni ultravelenosi di Aracnofobia (Frank Marshall, 1990), le pecore incazzate di Black Sheep (Jonathan King, 2006) e i ranocchioni mutanti di Frogs (George McCowan, 1972). Ma l’eco-vendetta raccoglie al suo interno anche un sottofilone piuttosto florido, l’eco-vendetta acquatica, comprendente titoli che oscillano dagli americani Lo squalo (Steven Spielberg, 1975) e Piranha (Joe Dante, 1978) agli italiani Tentacoli (Ovidio G. Assonitis, 1977) e L’ultimo squalo (Enzo G. Castellari, 1981).

Altro genere particolarmente prodigo di visioni animalesche è quello della fusione uomo-bestia, in cui possiamo far rientrare buona parte del cinema licantropico – un titolo su tutti, l’imprescindibile Un lupo mannaro americano a Londra (John Landis, 1981) – ma anche certi deliri cine-scientifici come La Mosca (David Cronenberg, 1986), il suo predecessore L’esperimento del Dr K (Kurt Neumann, 1958) e tutti i film tratti dal romanzo di H.G. Wells L’isola del dottor Moreau, il cui adattamento più recente è il traballante ma sfizioso L’isola perduta (John Frankenheimer, 1996). E che dire di Batman: il ritorno (Tim Burton, 1992) con il suo proliferare di uomini-bestia (dal noto uomo pipistrello a Catwoman e Pinguino)?
Di seguito altri generi (più o meno seri, più o meno codificati) ad alto contenuto animale su cui vale la pena soffermarsi…
ANIMALI GIGANTI
Il Cibo degli Dei (Bert I. Gordon, 1976)
Gallinacei enormi, api titaniche e topi sproporzionati danno filo da torcere a una squadra di football naufraga su un’isola, in una delle opere che, molto probabilmente, vanta il maggior numero di bestie formato extralarge della storia del cinema. D’altronde, cosa ci si può aspettare da un film di Bert I. Gordon, non a caso noto con lo pseudonimo di Mr BIG?
Night of the Lepus (William F. Claxton, 1972)
I conigli, diventati enormi in seguito ad esperimenti andati male, si vendicano uccidendo e distruggendo ogni cosa che trovano sul loro cammino. Un tripudio di deliziosi effetti speciali naif come non se ne vedono più da molto tempo.
Weasels rip my flesh (Nathan Schiff, 1979)
Giganti donnole assassine di gommapiuma, parrucconi anni settanta, misteriose infezioni venusiane e folli Mad Doctor. Il felice trionfo dell’inammissibile in uno z-movie a zero budget realizzato da un gruppo di ragazzotti americani non addetti ai lavori.
BESTIALITA’ ORIENTALI
Calamari Wrestler (Minoru Kawasaki, 2004)

Tra sottotesti sull’integrazione del diverso e sulla corruzione di chi gestisce le regole del gioco, un calamaro gigante e antropomorfo combatte sul ring diventando un noto lottatore di wrestling. Adrianaaa! Delirio puro, a cominciare dal mascherone fintissimo del lottatore tentacolato.
Executive Koala (Minoru Kawasaki, 2005)

Protagonista della storia, un efficiente capoufficio con la testa a forma di Koala che vive un mondo abitato sia da uomini che da bestie antropomorfe (come rane e conigli dal pollice opponibile). Dietro la macchina da presa lo stesso regista di Calamari Wrestler. Una garanzia di follia.
Kani goalkeeper (Minoru Kawasaki, 2006)

Dopo il calamaro lottatore e il koala in giacca e cravatta, poteva mancare il granchio calciatore? Certo che no! A pensarci è sempre il solito Kawasaki che ha descritto il film affermando che è “like Forrest Gump, but with a crab” (come Forrest Gump, ma con un granchio).
CINE-POLLI
Chicken Park (Jerry Calà, 1994)
Agghiacciante parodia di Jurassik Park (ma con le galline al posto dei dinosauri) firmata da Jerry Calà. Uno scult di proporzioni vastissime che ha segnato gli anni novanta e ha fatto esordire Alessia Marcuzzi. A suo modo un film indimenticabile…
Poultrygeist – Night of the chicken dead (Lloyd Kaufman, 2006)

Scatenatissimi polli zombi, posseduti da spiriti indiani, attaccano l’American Chicken Bunker, un fast food situato a Tromaville. Kaufman e la sua casa di produzione Troma, sono una garanzia per chi agogna sangue, pruriginoserie e trovate improponibili…
La morte ha fatto l’uovo (Giulio Questi, 1968)
Un giallo anomalo con Gina Lollobrigida e Jean-Louis Trintignant, ambientato in un allevamento di polli. Scena cult: le galline modificate a forma di bozzolo, senza ali e senza testa. Dirige il grande Giulio Questi bacchettando il consumismo.
BANG!






































































